Le tendinopatie (chiamate solitamente tendiniti) sono una patologia molto comune e spesso causano sintomi di lunga durata con dolore e disfunzioni che impattano negativamente sulle attività della vita quotidiana, sul lavoro e sullo sport. Le più frequenti sono la tendinopatia achillea (tendine d’Achille), la tendinopatia rotulea (ginocchio), la tendinopatia laterale di gomito (il “gomito del tennista”) e la tendinopatia della cuffia dei rotatori della spalla. Il recupero incompleto dalle lesioni tendinee può portare a marcate limitazioni del movimento e a dolore cronico.

Il termine tendinopatia significa letteralmente “sofferenza del tendine”, ossia della struttura che unisce il muscolo all’osso permettendo così il movimento. Quando un tendine è sollecitato oltre il limite di sopportazione (sovraccarico), le fibre che lo compongono si indeboliscono e possono subire lesioni più o meno ampie. Questa condizione può comparire in una persona sedentaria che ritorna a fare attività fisica in maniera intensiva, in un lavoratore costretto a lavori ripetitivi e gravosi e in uno sportivo che esagera con i carichi allenanti.

Inizialmente questa patologia può essere asintomatica. Se il sovraccarico continua, però, compaiono dolore, gonfiore e limitazione del movimento (sensazione di rigidità tipicamente al mattino e debolezza muscolare).

L’intervento del fisioterapista diventa fondamentale per ridurre il dolore e incrementare la capacità dell’unità miotendinea (muscolo e tendine) di sopportare i carichi.

Per ridurre i sintomi dolorosi, il terapista ricorre solitamente a terapie fisiche come la laserterapia, le onde d’urto e la tecarterapia e allo stretching. Queste terapie da sole però non bastano per evitare le recidive. Il tendine deve riabituarsi a sopportare i carichi e quindi bisogna sottoporsi a sedute di rinforzo muscolare con esercizi specifici scelti dal fisioterapista.