La lombalgia (il comune “mal di schiena”) viene definita come la presenza di dolore e/o limitazione funzionale compreso tra il margine inferiore delle coste e i glutei, con eventuale irradiazione alla coscia, che può causare l’impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane. A seconda della causa scatenante, si divide in:

  • Aspecifico: non c’è una causa primaria che lo genera. La prevalenza di questa malattia è dell’85%.
  • Specifico: lombalgia che ha una causa primaria che la determina (fratture, ernie, etc.).

 

È una patologia molto importante perché rappresenta il primo disturbo muscoloscheletrico in assoluto per frequenza ed è la seconda patologia al mondo come prevalenza (dopo il raffreddore). Ha il suo picco tra i 30 e i 50 anni ed è la prima causa di disabilità al di sotto dei 45 anni.

I pazienti possono accusare tutti o alcuni di questi sintomi:

  • Sensazione di cedimento
  • Sensazione di bisogno di far schioccare la schiena
  • Attacchi o episodi sintomatici frequenti
  • Impedimento o blocco durante la flessione
  • Dolore alle attività transizionali (es. passaggio seduto/in piedi)
  • Aumento del dolore con movimenti improvvisi, banali
  • Difficoltà a sopportare la posizione seduta (ed in generale tutte le posizioni statiche)

Fortunatamente, l’80% delle persone che hanno mal di schiena recupera nelle prime quattro settimane. Nell’8% dei casi, invece, il problema cronicizza e persiste per più di tre mesi.

La fisioterapia è fondamentale per il trattamento della lombalgia. La massoterapia, la terapia manuale e le terapie fisiche (soprattutto tecarterapia e laserterapia) permettono di ridurre i sintomi più rapidamente. L’esercizio terapeutico e uno stile di vita attivo consentono il recupero della funzionalità nella vita quotidiana e lavorativa e prevengono le recidive.